FESTA DI SANT'EFISIO A CAGLIARI - 1 MAGGIO -

In tutti noi il 1° maggio evoca immediatamente il ricordo della Festa del Lavoro. Per tutti i sardi questa giornata ha una valenza ancora maggiore in quanto si festeggia solennemente il Santo che per eccellenza rappresenta la città di Cagliari e l’isola, Sant’Efisio.
C’è un particolare giorno dell’anno in cui i cagliaritani, dimenticando l’intenso ritmo di vita, rivolgono i loro pensieri e il loro cuore al passato. Questo giorno è il primo di maggio e il passato è quello che rivive, con la suggestiva parata di costumi, attraverso la pittoresca e fantasiosa Sagra di Sant’Efisio.
Sant’Efisio fu uno dei numerosi martiri sardi che sacrificarono la vita per il trionfo della fede, ai tempi delle crudeli persecuzioni contro i Cristiani. Nell’anno 1656, mentre una terribile peste infieriva su Cagliari, Sant’Efisio venne invocato dai cittadini. Il morbo si placò e le campane (era il 1° maggio) annunciarono festosamente l’avvenuto prodigio.
La celebrazione ha un carattere storico oltre che religioso. Da oltre 356 anni Cagliari rinnova la sua imponente testimonianza di devozione e di gratitudine a Sant'Efisio.
E' la Sagra di maggio, una grande festa ormai conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, nata per adempiere a un voto formulato durante una terribile pestilenza. L'epidemia di peste colpì la Sardegna e viene ricordata come una delle più drammatiche calamità che l'isola ha subito in epoca moderna.
La manifestazione è dedicata al santo martire Efisio di Elia, capo di una guarnigione romana convertito al Cristianesimo in seguito ad una visione.
Essendosi rifiutato di rinnegare la fede cristiana, venne condannato a morte e decapitato nella spiaggia di Nora nel 303. Il culto di S. Efisio si diffuse in tutta la Sardegna.
Nel 1650 la popolazione di Cagliari venne dimezzata dalla peste che aveva flagellato tutta l’isola, fu allora che la città fece voto al santo: se fosse riuscito a far cessare la peste i cagliaritani avrebbero portato in processione il suo simulacro ogni anno dalla chiesa a lui dedicata (costruita sul luogo dove fu incarcerato).Da allora, ogni anno, i cagliaritani ricordano con solennità ed entusiasmo il giorno del miracolo. Si tratta, perciò, di un giorno straordinario che vede l’intera città affluire lungo il percorso del corteo che accompagna il simulacro del santo fino alla chiesetta di Capo di Pula, a circa 30 chilometri da Cagliari, e precisamente presso le rovine dell’antica Nora.


"tracca

I preparativi  - La processione -
L’intera Sardegna è strettamente legata alla devozione del Santo e ogni primo maggio sfilano in processione a Cagliari tutti i colori dell’isola con i costumi dei vari paesi partecipanti, Il corteo viene aperto dalle cosiddette "traccas" ( antichi carri agricoli addobbati con fiori e coccarde, trainati da buoi, all’interno dei quali sono esposti in mostra i prodotti più genuini della terra, dell’artigianato sardo ed i dolci messi in bella mostra nei cestini appositamente intrecciati.

gruppi in costume di alcuni paesi
Seguono i gruppi folk in costume sardo, a piedi, che recitano o cantano preghiere della tradizione isolana " i goccius". Dietro i gruppi folk sfilano i cavalli addobbati con coccarde e rosette.

Miliziano a cavallo
Quindi è la volta dei Miliziani, armati di archibugio e sciabole che originariamente facevano parte della scorta armata al Santo guerriero. Il corteo a cavallo prosegue con il corpo della Guardanìa, che sfila in frac nero, cilindro e fascia azzurra ai fianchi.
suonatori di "launeddas"


L'arrivo del prezioso cocchio con il simulacro è annunciato dal suono delle launeddas (antico strumento musicale), trainato da un imponente giogo di buoi ornati da manti colorati e fiori condotti da "su Carradori".

"sa ramadura"
Una sfilata meravigliosa che ha il suo culmine
nell’infioritura di Via Roma il cui manto si copre di petali di rosa al passaggio del Santo "sa ramadura". Davvero uno spettacolo da non perdere, salutato dalle sirene delle navi attraccate al porto di Cagliari. E' un momento molto emozionante, soprattutto per l'intervento della folla che si avvicina al Santo per la richiesta di una grazia. Sant’Efisio resta una sagra miracolosa perché più va avanti negli anni, più diventa famosa nel mondo, più le arciconfraternite, gli amministratori pubblici e gli ambienti religiosi e culturali sardi si impegnano per difenderne l’originalità e il senso.
Un' imperdibile festa di spiritualità, tradizione e cultura immersa in un'atmosfera magica che racchiude al suo interno tutto il fascino senza tempo della nostra splendida Isola "LA SARDEGNA"

Il cocchio del santo sarà accompagnato dalla sfilata dei costumi tradizionali di 82 gruppi folkloristici di tutta la Sardegna, 252 traccas, 260 cavalli, 2.200 persone a piedi, cavalieri e miliziani, arciconfraternite e l'Alter Nos, il rappresentante della municipalità fino al luogo del martirio.

Per il quinto anno consecutivo la Commissione Nazionale per l’UNESCO ha confermato il suo patrocinio a fronte del riconoscimento dell’alto valore dell’evento volto alla tutela e promozione del patrimonio etnografico e culturale popolare. Inoltre il Comune di Cagliari ha deciso di collaborare con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico che verificherà la fedeltà degli abiti e dei gioielli indossati dagli 82 gruppi folk che sfileranno in processione.

 .... in fine ho scelto di fare anche qualche altro particolare o dettaglio:

cavalieri in costume
coppia in costume
uomini in costume











carri "traccas"


dolci sardi

scialle ricamato a mano
Ho trovato una foto che mi ritrae nel lontano 1982, dove insieme alle mie amiche partecipavo alla Sagra di Sant'Efisio .... :) sto al centro













Commenti

  1. Costumi e colori bellissimi...e anche le modelle ;) brava Marina

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